Balto!

Lo sapevate che “BALTO”, il cartone animato, è tratto da una storia vera?

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Io l’ho visto stasera per la prima volta e, per curiosità, ho fatto una ricerca e ho scoperto che la storia che viene raccontata è vera. Unico appunto è che in realtà Balto – cane che ha fatto parte della spedizione per trasportare il siero contro la Defterite, malattia che aveva colpito la città di Nome- rappresenta anche Togo, il cane che in realtà ha spinto più di tutti come afferma il suo padrone (padrone anche di Balto) facendo il tratto più difficoltoso.

In memoria di questa spedizione a Central Park a NYC è stata eretta una statua in memoria di Balto (che fece le ultime 53 miglia entrando nella città di Nome), di Togo, e di tutti i cani (100) che si sono alternati in quella spedizione a Nome, che salvò la vita a centinaia di persone. Ancor oggi in memoria di questi Eroi viene organizzata la “Corsa del Siero” in Alaska ripercorrendo il sentiero ultilizzato nel 1925 e terminando proprio nella città di Nome.

Sulla Statua che rappresenta Balto con i colori di Togo ed è dedicata  tutti i cani partecipanti all’impresa si legge: “Resistenza, Fedeltà, Intelligenza. Allo spirito indomito del cane da slitta”.

Ahn, giusto, per finire la storia. Balto e gli altri 8 cani della spedizioni furono venduti ad un uomo senza scrupoli che li maltrattava e li tenuva alla catena in pessime condizioni igienico sanitarie, e costretti ad esibirsi in un locale. Fortunatamente vennero notati da George Kimble che decise di acquistarli, ma per farlo avrebbe dovuto procurarsi 2000$ in due settimane. Kimble quindi organizzò una raccolta di beneficenza attraverso la radio, ed una nelle scuole. Così, come Balto aveva salvato dei bambini, ora erano dei bambini a salvare lui. Dopo essere stati liberati, Balto e gli altri cani vennero portati nello zoo di Brookside a Cleveland dove furono curati. Balto arrivò cieco, sordo e artritico all’età di 11 anni, fino al Marzo del 1933. Togo morì invece all’età di 18 anni.

 baltoarrivo     balto   

La storia in breve:

Il 21 gennaio 1925 dalla cittadina di Nome, nell’estremo nord dell’Alaska, al confine con la Russia, arrivò via telegrafo una richiesta disperata di aiuto. In città c’era la difterite, serviva urgentemente del siero per evitare lo scoppio di un’epidemia che avrebbe fatto centinaia di vittime. L’unico quantitativo di siero disponibile era ad Anchorage, a centinaia di miglia di distanza, e Nome era assediata dalla neve. Era indispensabile farlo arrivare nel più breve tempo possibile, da Ancorage a Nenana con la ferrovia, poi con le slitte.
In gara contro il tempo, Leonhard Seppala, Musher, allevatore, pioniere nell’iniziare l’allevamento dei Siberian in America; uno dei nomi maggiormente legati a questa impresa, nella foto accanto, organizzò una staffetta di slitte: ognuno dei villaggi dislocati lungo la pista tra Nome e Anchorage offrì l’equipaggio migliore di cui disponeva. In tutto, parteciparono al trasporto 20 mushers e più di cento cani, che si avvicendarono giorno e notte, senza interruzione. Percorsero quasi mille chilometri (658 miglia) in 127 ore e mezza, cinque giorni e mezzo di viaggio ad una temperatura media di 40 gradi sotto lo zero: distanza abitualmente percorsa dalle staffette di slitte delle poste americane in 25 giorni. E arrivarono in tempo per scongiurare la strage. Seppala, ormai cinquantenne, e il suo leader coprirono le ultime 340 miglia ed entrò a Nome con il siero antidifterico salvando un numero incalcolabile di vite. L’importanza di quei cani fu capita tanto che i giornali elevarono ad eroe un suo cane, Balto, come leggendario leader. Ad immagine di Balto, il leader che aveva percorso l’ultima parte del tragitto, fu eretta in Central Park, a New York, una statua sulla quale si legge:” Resistenza, Fedeltà, Intelligenza “.La statua pur se dedicata più estesamente all’impresa ed “allo spirito indomito del cane da slitta”. Non fu Balto, che ancor recentemente è stato protagonista di un lungometraggio a cartoni animati relativo a questa storia, ma un altro cane, che per tutto il resto del viaggio guidò la muta, il cui nome era Togo, leader di Seppala da ben sette anni, il quale venne osannato in seguito dopo le spiegazioni dello stesso Seppala ma rimase senza statua.

 

 

 

Dal Diario di Seppala:

Ecco una parte dal diario di Leonard Seppala, che esprime così il suo disappunto nei confronti del suo cane Balto, diventato famoso:

« …Erano diventati eroi mentre tranquillamente continuavano il loro cammino, completamente ignari di occupare i titoli sulla stampa. L’ultimo team portò il siero a Nome alle sei del 2 febbraio del ’25. Era gelato, come io avevo supposto, ma il medico responsabile a Washington ci disse di usarlo egualmente. Ci furono parecchi scandali legati alla “corsa del siero” e molte voci su persone che ne avrebbero fatto commercio. Ma la cosa che più mi disturbava era che il record di Togo fu assegnato a Balto, un cane poco valido, che fu portato alla ribalta e reso immortale. Era più di quanto potessi sopportare quando Balto, il cane della stampa, ricevette per la sua “gloriosa impresa” una statua che lo raffigurava con i colori di Togo e con l’affermazione che lui aveva portato Amundsen a Point Barrow e per una parte del percorso verso il polo, mentre non si era mai allontanato per più di duecento miglia a Nord di Nome! Avendogli attribuito i record di Togo, Balto si affermò come “il più grande leader da corsa d’Alaska” anche se non aveva mai fatto parte di un team vincente! Lo so perché io ero il padrone ed avevo cresciuto sia Balto che Togo. La “corsa del siero” fu l’ultima corsa a lunga distanza di Togo… »

 

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4 Risposte

  1. Ciao sono Michele di http://pianetatempolibero.blogspot.com/ Ti ho inserita nel mio blog
    buona domenica!

  2. Mi sono cuccato anch’io la storia di Balto per la 325 volta, piace tanto ai miei bimbi!!
    Ciao Justine è sempre un piacere passare a leggerti!! 😉

  3. Non so che pensare del diario di Seppala, fatto è che questi poveri animali dopo avere dimostrato il loro amore verso gli uomini sono stati poi maltrattati!

    Personalmente la storia di Balto l’ho incrociata nel bel mezzo di un’altra incredibile storia… e l’ho ripresa e raccontata.

    Complimenti per il tuo blog. Anche per me i bambini e gli animali sono quello che di più bello c’è in questo mondo.

    Un caro saluto, Maddie

  4. L’ho visto!!!! C’è!!! Bellissimoooo.

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